Comune di Brivio (LC)

Storia del comune

Le origini di Brivio

Il nucleo di Brivio, in epoca romana, svolse una funzione strategica di prim'ordine poiché sito, come ancora oggi, sul fiume Adda in prossimità di un attraversamento destinato a congiungere la strada proveniente da Bergamo con la Brianza e l'ambito comasco.
Ne sono piena testimonianza i due sarcofagi in serizzo del VI-VII secolo d.C. nonché le due iscrizioni cristiane su lastre di marmo, una risalente al III-IV secolo d. C. e l'altra all'anno 527, scoperti presso il castello (attestazione dell'antico borgo fortificato) nella prima metà dell'Ottocento; ai quali vanno aggiunti anche i resti di una primigenia chiesa battesimale dedicata al Battista, sita sempre in prossimità del castello, nei pressi del cui altare si rinvenne nel 1888 una preziosa capsella per reliquie argentea di forma ovale (cm 12x5,5x5,7, oggi conservata al Musée du Louvre) con tracce di doratura, e la cui decorazione a sbalzo e bulino suggerisce una datazione del reperto alla prima metà del V secolo d.C.Il più antico documento edito che ricordi l'esistenza di una comunità cristiana costituita in Brivio risale al maggio del 960: si tratta di un atto notarile relativo alla donazione di alcuni appezzamenti fatta da Alcherius, signore di Airuno , alla chiesa plebana di S. Alessandro. Un'altra pergamena del 966 che accenna alla pieve di Brivio è quella ove si vede Adelgisus, prete della chiesa milanese e custode della plebana di Sant'Alessandro in Brivio, permutare beni appartenenti a questa chiesa con altri afferenti ad un certo Arioaldus di Robbiate.E due anni dopo lo stesso Adelgisus fece una nuova permuta di beni con Teupaldus, prete ed officiale addetto alla stessa chiesa plebana di Sant'Alessandro. L'ultima carta d'archivio che attesta l'esistenza dell'antica chiesa, un atto di vendita privato, è infine ascrivibile al marzo 1073.  


Il castello di Brivio

Nel X secolo vennero erette diverse fortificazioni a difesa delle ripetute invasioni degli Ungari nell'Italia settentrionale. I castelli di Brivio e del Lavello, sorti forse in questo contesto, appartennero alla corte regia di Almenno, e, con il castello di Lecco, divennero quindi proprietà dei conti di Lecco. E nell'anno 960, conte di Lecco era Attone. Nel corso dell'XI secolo i castelli del lecchese, quale esito della capitolazione politica e della morte senza eredi del conte Attone, passarono di proprietà: Lecco e la sua giurisdizione non vantando infatti una sede vescovile, furono a lungo contesi fin quando non divennero giurisdizione degli arcivescovi di

Milano. I castelli di Brivio e del Lavello, con la corte di Almenno, finirono allora ai Vescovi di Bergamo per volere dell'imperatore. Il clero della pieve di Brivio si stabilì nelle case appena oltre il fossato, ove si trovava l'edificio sacro già documentato dal 1036, probabilmente sul luogo dell'attuale chiesa prepositurale. E si ebbe una nuova dedicazione ai Santi legati alla tradizione di Brivio e alla diocesi ambrosiana: SS. Sisinio, Martirio e Alessandro.

L'organizzazione territoriale della pieve venne anche utilizzata dalla giurisdizione amministrativa e civile dei governi che si sono succeduti nella dominazione della Lombardia. Nel 1726 (sotto la dominazione austriaca) la pieve civile di Brivio includeva i comuni di Verderio Superiore e Inferiore, Merate, Novate, Imbersago, Pianezzo, Brivio, Porchera, Calco, Robbiate, Mondonico, Olgiate, Bagaggera, Aizurro, Sartirana, Paderno, Airuno, Beverate, Arlate e Sabbioncello  


Le chiese di Brivio

Le chiese parrocchiali che formavano la Pieve di Brivio fino al 1787 erano, sulla sponda occidentale abduana: la chiesa pepositurale dei SS. Sisinio, Martirio e Alessandro in Brivio; la chiesa dei SS. Cosma e Damiano in Airuno; la chiesa dei SS. Gottardo e Colombano in Arlate; la chiesa di S. Vigilio in Calco; la chiesa dei SS. Marcellino e Pietro in Imbersago; la chiesa di S. Zeno in Porchera; la chiesa di S. Ambrogio in Merate; la chiesa di S. Giorgio in Pagnano; la chiesa di S. Stefano in Novate; la chiesa di S. Alessandro in Robbiate; la chiesa di S. Maria in Paderno d'Adda; la chiesa dei SS. Giuseppe e Floriano in Verderio Superiore; la chiesa dei SS. Nazaro e Celso in Verderio Inferiore; la chiesa di S. Pietro Apostolo in Sartirana. Su quella orientale erano invece edifici di culto di area bergamasca: la chiesa di S. Paolo in Monte Marenzo; la chiesa di S. Gregorio in Caprino Bergamasco; la chiesa di S. Michele in Torre dé Busi; la chiesa di S. Zenone in Cisano Bergamasco; la chiesa di S. Ambrogio in Villasola; la chiesa di Villa d'Adda; la chiesa di San Martino di Carvico.

Nel 1788 le riforme di Giuseppe II d'Asburgo (1780- 1790) adeguarono i confini delle Diocesi a quelli delle Province. Avvenne perciò che Le Parrocchie site sulla sponda orientale del fiume Adda passarono dalla Arcidiocesi milanese a quella bergamasca, pur conservando il rito ambrosiano come era loro consuetudine da secoli. Brivio ci appare oggi come uno dei più antichi nuclei cristiani della Brianza che fu sede di una chiesa battesimale capopieve che abbracciava, nella sua sfera d'influenza, chiese e cappelle di numerose comunità residenti sulle due rive abduane. La chiesa nel castello (presso la quale, durante la demolizione dell'altare, venne rinvenuta una capella per reliquie ascrivibile al V secolo d.C.) era dedicata a Sant'Alessandro. Di essa si hanno testimonianze sino alla fine del secolo XI,periodo dopo il quale cadde in decadenza insieme al castello, allorché quest'ultimo, pertinente alla corte di Almeno, divenne pertinenza dei Vescovi di Bergamo. Di una nuova chiesa costruita appena oltre il fossato del castello e dedicata ai Santi Sisinio, Martirio ed Alessandro (martiri dell'Anaunia, l'odierna Val di Non nel Trentino, morti nel 397 d.C.) , si hanno cenni a partire dall'anno 1036.  
 

Le chiese di Brivio

Le chiese parrocchiali che formavano la Pieve di Brivio fino al 1787 erano, sulla sponda occidentale abduana: la chiesa pepositurale dei SS. Sisinio, Martirio e Alessandro in Brivio; la chiesa dei SS. Cosma e Damiano in Airuno; la chiesa dei SS. Gottardo e Colombano in Arlate; la chiesa di S. Vigilio in Calco; la chiesa dei SS. Marcellino e Pietro in Imbersago; la chiesa di S. Zeno in Porchera; la chiesa di S. Ambrogio in Merate; la chiesa di S. Giorgio in Pagnano; la chiesa di S. Stefano in Novate; la chiesa di S. Alessandro in Robbiate; la chiesa di S. Maria in Paderno d'Adda; la chiesa dei SS. Giuseppe e Floriano in Verderio Superiore; la chiesa dei SS. Nazaro e Celso in Verderio Inferiore; la chiesa di S. Pietro Apostolo in Sartirana. Su quella orientale erano invece edifici di culto di area bergamasca: la chiesa di S. Paolo in Monte Marenzo; la chiesa di S. Gregorio in Caprino Bergamasco; la chiesa di S. Michele in Torre dé Busi; la chiesa di S. Zenone in Cisano Bergamasco; la chiesa di S. Ambrogio in Villasola; la chiesa di Villa d'Adda; la chiesa di San Martino di Carvico.Nel 1788 le riforme di Giuseppe II d'Asburgo (1780- 1790) adeguarono i confini delle Diocesi a quelli delle Province. Avvenne perciò che Le Parrocchie site sulla sponda orientale del fiume Adda passarono dalla Arcidiocesi milanese a quella bergamasca, pur conservando il rito ambrosiano come era loro consuetudine da secoli. Brivio ci appare oggi come uno dei più antichi nuclei cristiani della Brianza che fu sede di una chiesa battesimale capopieve che abbracciava, nella sua sfera d'influenza, chiese e cappelle di numerose comunità residenti sulle due rive abduane. La chiesa nel castello (presso la quale, durante la demolizione dell'altare, venne rinvenuta una capella per reliquie ascrivibile al V secolo d.C.) era dedicata a Sant'Alessandro. Di essa si hanno testimonianze sino alla fine del secolo XI,periodo dopo il quale cadde in decadenza insieme al castello, allorché quest'ultimo, pertinente alla corte di Almeno, divenne pertinenza dei Vescovi di Bergamo. Di una nuova chiesa costruita appena oltre il fossato del castello e dedicata ai Santi Sisinio, Martirio ed Alessandro (martiri dell'Anaunia, l'odierna Val di Non nel Trentino, morti nel 397 d.C.) , si hanno cenni a partire dall'anno 1036.